Due generazioni a dialogo: l’evoluzione della cooperativa

A dialogo: Francesco Malaguti, Presidente Camst group e Serena Zucchet, Sales Account Camst group.

Inclusione e pari opportunità Generazioni Mentorship Governance Cooperazione

Parliamo di leadership e di confronto fra generazioni diverse che, insieme, in ruoli diversi, possono costruire un futuro più sostenibile grazie al reciproco ascolto e alla comune volontà di ispirarsi a vicenda per creare un ambiente di lavoro che valorizzi merito, competenze, benessere.

Francesco Malaguti:

Serena, sono molto contento di conoscerti e passare un po’ di tempo con te.

Secondo me devi pensare che sei in un’impresa che ha una bellissima tradizione, una bellissima storia, ma non dobbiamo rimanere imprigionati con questa storia, nel modo di fare di sempre. È stato comunque vincente. Però mi piacerebbe sapere da te intanto perché sei in Camst e poi invece di come vedi questa attività che stiamo facendo se la ritieni sufficiente, giusta interessante o cosa possiamo fare di diverso?

Serena Zucchet:

L’aspetto appunto della sostenibilità, del rispetto delle persone, del rispetto dell’ambiente è sicuramente un criterio che mi ha portato ad avvicinarmi a Camst e poi ad avere l’opportunità effettivamente di entrare in questa azienda che è gigantesca, però nella sua grandezza sa essere molto vicina alle proprie persone. Però desideriamo cambiare, siamo un po’ la generazione del cambiamento, andiamo dove vediamo che ci sono delle belle opportunità, ma non parlo di opportunità economiche, perché ormai credo che lavorare proprio per il successo, lavorare instancabilmente sia un po’ una moda superata. Credo che stiamo tutti cercando di stare bene, di cercare il nostro benessere, di lavorare in un luogo in cui ci sia della serenità e da qualche mese a questa parte io posso dire, insomma, di averlo trovato e da quel poco che sono qui e sono, insomma, molto contenta.

Francesco Malaguti:

Qual è il senso che deve avere un’ impresa oggi? Che ovviamente deve produrre buoni risultati economici, avere un buon bilancio, eccetera, però qual è il senso dal vostro punto di vista che deve avere un’impresa cooperativa oggi, benefit, che insomma ci sta provando anche a fare tutto sempre un po’ meglio.

Serena Zucchet:

Credo che il senso, il vero senso di un’azienda sia quello di prendersi cura delle proprie persone, dell’ambiente circostante e anche della propria sostenibilità economica, perché no? Perché se manca quella poi ovviamente non si riescono poi a realizzare progetti, iniziative e a sostenere le proprie persone. Quindi io credo che il fatto proprio appunto di avere cura, di avere attenzione sia fondamentale e soprattutto in un’azienda così grande, così strutturata, così gerarchica in cui ci sono tantissime figure, tantissimi reparti sia molto difficile magari arrivare a tutti. Però gli strumenti ci sono. Siamo qui oggi, io sono arrivata a febbraio e già mi trovo davanti a te a parlare di tematiche che stanno a cuore a me, stanno a cuore insomma alla mia generazione e non l’avrei mai pensato molto spesso c’è anche un pregiudizio nei nostri confronti, no? Giovani che magari non hanno voglia di impegnarsi, hanno magari più voglia di passare del tempo fuori dal contesto lavorativo, non lo prendono seriamente. In realtà, in realtà non è così. In realtà quello che noi andiamo a cercare è proprio un ambiente in cui si stia bene, in cui si riesca a lavorare serenamente. L’ambiente di lavoro deve essere un luogo di vita di freschezza, di dinamicità.

Francesco Malaguti:

Sì, da diversi anni ci piace riunire in un’aula, ma anche connettere gruppi di persone, li abbiamo chiamati ‘facilitatori dell’innovazione’, innovatori, gruppi di ragazzi con esperienze diverse, ragazze e ragazzi, che ci aiutassero a capire intanto se con la nostra capacità produttiva, che è molto importante, possiamo connetterci a nuovi mercati oppure se all’interno della nostra impresa possiamo migliorare, modernizzare, digitalizzare cose che invece magari facciamo ma in maniera tradizionale perdendo anche del tempo, perché alla fine bisogna anche migliorare il lavoro delle persone e soprattutto anche in produzione. Noi dobbiamo pensare ogni giorno, che abbiamo quasi 9000 colleghe e colleghi che tutte le mattine si svegliano, anche prima di noi, e cominciano a lavorare in cucina e producono quello che è il prodotto, che è poi un prodotto-servizio però dobbiamo metterci in ascolto un po’ tutti, perché la tua modalità di vita e lavoro è diversa rispetto magari a una collega che comincia alle quattro del mattino e ha una famiglia, comunque delle necessità e non può lavorare in smart working perché, ovviamente, ha un lavoro più operativo, più fisico. Però questo ascolto, come dicevi tu che è molto importante, è cominciato e abbiamo anche stimolato, come dire, i talenti delle persone cercando di spingerli a proporre delle idee. Le idee molto spesso arrivano dalle persone che ogni giorno vedono come si può fare qualcosa meglio o come si può impattare meno sull’ambiente con un’attività o un’attenzione. Rifacciamo a novembre del 2024 questo ascolto. Lo allarghiamo a tutte le persone di Camst, per capire cosa ne pensano, come stanno, di cosa hanno bisogno e a quel punto cerchiamo di soddisfare questi bisogni.

Serena Zucchet:

Beh, se ci discostiamo un attimo dalla definizione un po’ più tradizionale di azienda, no? Un’azienda è fatta di processi, di procedure, di prodotti, di servizi. Sì, fino a un certo punto. L’azienda è un organismo vivente, in cui all’interno ci sono persone, in cui all’interno convivono generazioni diverse e non è sempre facile far convivere generazioni diverse, perché giustamente ognuno ha le proprie esperienze, i propri punti di vista, i propri valori ed è come dicevamo, se manca il dialogo, se manca l’ascolto non si crea neanche quel clima di fiducia che porta entrambe le parti, tutte le generazioni presenti, ad appunto ascoltarsi e a comprendersi. Ti propongo se sei d’accordo un patto, facciamoci una promessa, prendiamoci l’impegno da parte nostra, da parte delle nuove generazioni di non avere pregiudizi nei confronti di chi guida un’azienda, che magari molto spesso noi consideriamo essere un po’ statico, un po’ magari con un certo orientamento, quasi giurassico. Dall’altro lato vorrei che anche la vostra generazione ci considerasse come portatori di innovazione, portatori di idee che possono essere rivoluzionarie, talvolta idee fuori dal comune, magari idee irrealizzabili e dall’alto della vostra esperienza magari idee che già in partenza sono fallimentari, però è bene che anche noi capiamo, insomma, dai nostri errori e di non essere ostacolati fin da subito e di insomma di avere fiducia nei nostri confronti.

Francesco Malaguti:

Il patto lo facciamo!

Serena Zucchet:

Ottimo!

Francesco Malaguti:

La mia promessa è quella di essere ancora più in ascolto, di creare occasioni in cui non solo tu, ma appunto tutti i ragazzi e le ragazze che sono in Camst, che sono entrati in Camst, possono avere un modo per proporre nuove idee e per dirci il punto di vista in maniera molto serena, non giudicante ma costruttiva. Dobbiamo immaginare insieme un futuro nuovo. Tutto quello che abbiamo fatto, quello che sappiamo fare dobbiamo però immaginare un futuro che è sicuramente diverso da quello che c’è oggi e quindi dobbiamo essere in ascolto e usare tutti i vostri talenti per essere ancora migliori, più bravi da tutti i punti di vista, anche nei confronti dell’ambiente delle persone, tutti gli impegni che ci siamo presi sullo statuto dobbiamo portarli veramente in fondo.

Serena Zucchet:

Sì!

Francesco Malaguti:

Quindi, intanto grazie perché io credo che alla tua età non avrei mai avuto il coraggio di dire le cose in maniera così aperta, diretta ad un presidente o un manager per imprese per cui lavoravo e questo è un punto che è assolutamente di grande valore, che rispetto e che mi piace, che mi interessa.

Serena Zucchet:

E io credo che questo sia proprio il segnale che ci sia questo clima di fiducia all’interno di Camst. Io sono molto felice di poter condividere insomma il mio punto di vista direttamente con chi guida l’azienda.

Francesco Malaguti:

Grazie.

Serena Zucchet:

Grazie a te.

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