Parliamo insieme di neutralità climatica e della responsabilità che oggi hanno le imprese, attraverso le loro persone, di essere protagoniste di un cambiamento capace di creare maggiore consapevolezza e conoscenza e impattare positivamente sul pianeta tramite le proprie azioni.
Alessandra Zamagni:
Ciao Paola, piacere vederti finalmente fuori dai nostri contesti soliti.
Paola Bertocchi:
Grazie Alessandra, sono molto contenta anch’io.
Alessandra Zamagni:
Molto spesso affrontare le tematiche della decarbonizzazione e della neutralità climatica richiede secondo me anche di accettare la necessità di dover intervenire e fare qualcosa che è un passaggio complesso, non scontato e quindi mettersi in gioco nel dire devo intervenire, devo fare e questo dover fare lo devo fare assieme alle persone che sono nella mia catena del valore in qualche modo, quindi il pensare di dover risolvere un problema da soli come organizzazione credo che non sia assolutamente un elemento vincente e non fattibile.
Paola Bertocchi:
Sono molto d’accordo su questo, noi siamo consapevoli del fatto che è importante lavorare in partnership e effettivamente anche i progetti che abbiamo portato avanti insieme con Camst e con Ecoinnovazione ce lo hanno fatto capire in maniera molto netta. È diventato ancora più evidente con l’ultimo progetto che stiamo portando avanti quello che ci sta consentendo proprio di misurare quello che è l’impatto ambientale dei nostri servizi di ristorazione a 360 gradi, secondo quelle che sono le logiche che poi ci imporrà in qualche modo anche la nuova normativa di rendicontazione la CSRD, per cui è fondamentale capire effettivamente anche quanto impatta la catena di fornitura e questo sicuramente è uno dei problemi più grossi, una delle sfide più grandi proprio quella del coinvolgimento della catena di fornitura e poi sicuramente c’è anche un tema molto importante di coinvolgimento dei clienti, perché anche in questo caso ci siamo resi conto che parlare di decarbonizzazione, parlare di CO2 equivalente, compensazione degli impatti ambientali non è così facile, non è un concetto così facile da trasmettere e quindi spesso poi si rischia di non essere capiti effettivamente.
Alessandra Zamagni:
È un processo di digestione quasi della tematica questo anche noi l’abbiamo visto con voi, ci conosciamo da un po’ di tempo quindi abbiamo avuto probabilmente modo di fare questo percorso con naturalezza cioè siamo partiti da un approccio molto di scambio anche informativo, formativo e questo secondo me è un elemento chiave. Guardare fuori dal proprio cancello significa farsi carico anche di quello che gli altri fanno. È un pensiero che è di difficile attuazione perché molto spesso c’è la tendenza a dire ‘beh io mi preoccupo di quello che posso gestire direttamente e su quello posso dare garanzie, posso fare interventi di miglioramento’ invece preoccuparsi di tutto quello che sta fuori dal proprio controllo anche se non è gestibile direttamente credo che sia un atto di grande responsabilizzazione.
Paola Bertocchi:
A proposito di responsabilizzazione mi fa venire in mente che noi stiamo utilizzando, abbiamo trovato una chiave in qualche modo che ci può aiutare proprio a comunicare poi tutto quello che c’è dietro questi progetti cioè qual è il significato proprio nel momento in cui sviluppiamo un progetto e facciamo la formazione intanto ai nostri operatori, per far capire che cosa vuol dire ad esempio preparare un menù a ridotto impatto ambientale. Perché non va dato per scontato e quindi sicuramente nel momento in cui penso per esempio al progetto “Impiatta l’Impatto” che è l’ultimo che abbiamo presentato all’interno di una ristorazione scolastica ma è partito come testa all’interno di una ristorazione commerciale. Lo abbiamo utilizzato appunto come ti dicevo per fare formazione ai nostri colleghi perché sono i nostri colleghi proprio all’interno della ristorazione, di un self-service o di una cucina che sono a diretto contatto con i nostri clienti quindi devono essere consapevoli effettivamente di che cosa c’è dietro un progetto di questo tipo perché devono essere in grado poi di trasmetterlo al cliente.
Alessandra Zamagni:
È un modo per fare formazione ma anche un modo al tempo stesso per in qualche modo rispondere a quelli che sono i requisiti che da un punto di vista normativo e dei politici ambientali vengono richiesti. Voi avete applicato l’impronta ambientale di prodotto per valutare l’impatto del menu quindi siamo già in una direzione di quello che la Commissione Europea chiede, di quello che le nuove strategie dal campo alla tavola chiedono quindi in qualche modo c’è già un allineamento verso quello che il futuro, neanche troppo lontano direi piuttosto vicino, sarà chiamato a chiederci. Al tempo stesso facendo anche questo aspetto della comunicazione lo state facendo anche rispettando un po’ quelli che sono i criteri che verranno richiesti su una comunicazione che sia trasparente il più possibile e che eviti il cosiddetto greenwashing perché oggi purtroppo abbiamo visto che c’è in diversi casi una certa leggerezza nell’affrontare le problematiche di questo tipo. Direi che la chiacchierata è stata proficua.
Paola Bertocchi:
Grazie, è stato un piacere.
Alessandra Zamagni:
Grazie Paola, alla prossima.
Paola Bertocchi:
Grazie Alessandra, ciao.