Una vita intera spesa nei grandi eventi, quelli che muovono migliaia di persone in un lasso di tempo molto breve concentrandole in un unico luogo. Una vasta esperienza nella gestione dei maxi impianti polifunzionali, una testimonianza preziosa per immaginare una ripartenza dove le parole sostenibilità, resilienza e futuro non possono che sovrapporsi.
La strategia che stiamo adottando in vista dei prossimi eventi, il più importante dei quali, a novembre, saranno l’evento ATP Finals che si terranno qui al Pala Alpitour, è proprio quella di avere, per il nostro general public, che auspichiamo essere il più possibile, il più vicino possibile alla full capacity, una serie di packaging che sia assolutamente biodegradabile o riutilizzabile, quindi in piena ottica di sostenibilità e di riduzione dell’impatto ambientale.
Questa è la politica che stiamo perseguendo con il nostro partner Camst e, oltre a questo, stiamo cercando anche di capire, in modo funzionale, come fare in modo che l’approvvigionamento, anche il numero di operatori, il numero di addetti ai lavori che ci sarà nell’ambito dei tornei di tennis, ma anche di tutti gli eventi sportivi e degli eventi di spettacolo successivi, sia comunque orientato a questo tipo di politica.
Un grande evento chiaramente determina un approvvigionamento e un fabbisogno di cibo che normalmente viene stimato per garantire la massima soddisfazione e capacità di tutti i partecipanti, dagli addetti ai lavori, al pubblico, alle categorie di ospiti, sponsor, agli invitati e quant’altro. Quindi è normale che in un ambito di questi volumi si creino delle situazioni in cui tutto quello che viene preparato e predisposto non venga integralmente consumato.
È lì che interviene per parte nostra una sensibilità, che abbiamo immediatamente trovato il modo di condividere con Camst, che allo stesso tempo è stato immediatamente sensibile a questo tipo di tematiche, per far sì che, attraverso il coinvolgimento di associazioni esterne al Pala Alpitour, ma comunque dedite alla ridistribuzione alimentare, ci fosse la possibilità di non mandare sprecato quello che, invece, differentemente sarebbe stato un utilizzo sbagliato del cibo, proprio nell’ottica di evitare gli sprechi e di mantenere una sostenibilità non solo ambientale, ma anche con l’attenzione verso le categorie e le fasce di popolazione più bisognose.