Le serate al Blu Bassotto

Un dialogo tra Ilaria Cuseo, Responsabile Comunicazione esterna Camst group, e Marialba Corona, Presidente ANGSA Bologna.

Inclusione

In questo episodio parliamo di Blu Bass’Otto, l’iniziativa che ogni venerdì trasforma il nostro storico ristorante self-service Bass’Otto in un bar aperto e accogliente per le persone con disturbo dello spettro autistico (DSA). Un progetto nato insieme ad ANGSA Bologna, Azienda USL di Bologna e Comune di Bologna per garantire un luogo sicuro in cui i ragazzi possano vivere momenti di socialità autentica in un locale nel cuore del capoluogo Emiliano-Romagnolo.

Ilaria Cuseo: Ciao Marialba, che piacere di trovarti qui. Siamo al Bassotto, un locale storico di Camst, siamo nel cuore della città di Bologna. Il Bassotto è diventato anche il cuore di un progetto che ci emoziona moltissimo.

Marialba Corona: Il piacere è anche mio, questo è un locale che sa di casa e soprattutto è diventato un posto di riferimento per tanti nostri ragazzi.

Ilaria Cuseo: Pensare che oggi, a distanza di tanti anni dalla nascita del Bassotto, possiamo sperimentare insieme nuove modalità di fare inclusione. Tra l’altro vedo lì la tessera del progetto che mi avevate regalato il giorno in cui abbiamo inaugurato questo ciclo di incontri e abbiamo presentato il progetto alla stampa.

Marialba Corona: Come vedi, questa tessera è la numero 79, quindi abbiamo già fatto 78 tessere. Ogni sera ci sono circa 30-40 ragazzi che giocano ai tavoli e questa tessera dà un senso ai ragazzi di appartenenza, di essere un gruppo e di essere insieme a fare queste serate al Bassotto.

Ilaria Cuseo: Infatti volevo chiederti qual è stato l’impatto fino adesso che il progetto ha avuto sulle famiglie, sui ragazzi? Quali sono le reazioni che hai visto?

Marialba Corona: I ragazzi stanno costruendo delle vere amicizie, si danno appuntamento da un venerdì all’altro, le famiglie sono contentissime perché finalmente i loro figli non si chiudono in camera ma escono come tutti i ragazzi della loro età e quindi hanno anche nel contempo una serata da dedicare a loro, agli altri fratelli. Ma mi spieghi la storia di questo posto?

Ilaria Cuseo: Io non credo che tutti sappiano che il Bassotto è stato il primo ristorante self service in Italia. Nasce però come mensa del popolo, quindi un posto in cui le persone potevano accedere ad un pasto completo con i prezzi moderati, con i prezzi sostenibili. Quindi un luogo che nasce proprio con una identità fortemente orientata ai valori dell’integrazione dell’inclusione dell’equità ed è bello vedere che oggi questi valori possano prendere concretezza in una nuova forma attraverso il progetto Blu Bassotto.

Tra l’altro il progetto è stato inserito, come sai benissimo, all’interno di un contenitore più ampio promosso dal comune di Bologna. Il progetto si chiama Bologna Città Blu.

Marialba Corona: Sì, in Bologna Città Blu, blu è il colore dell’autismo, non tutti lo sanno e quindi abbiamo chiamato questo progetto Blu Bassotto.

Ilaria Cuseo: Marialba, raccontami un po’ che cosa è che rende queste serate un’esperienza unica per i ragazzi?

Marialba Corona: Queste serate sono state studiate da ANSA, da Ausl, nei minimi particolari. Abbiamo curato molto gli aspetti sensoriali aggiustando alcune luci che erano troppo forti, abbiamo curato il cibo, abbiamo curato il bere, abbiamo curato i giochi e per questo c’è un facilitatore che non svolge una funzione assistenziale ma svolge la funzione di esperto in giochi da tavolo. Infatti spiega i giochi nuovi ai ragazzi e che a loro volta indicano dei giochi nuovi al facilitatore che se li deve studiare per poi giocare con i ragazzi al venerdì.

Ogni venerdì è diverso. Il nostro progetto, quindi è una coprogettazione con tanti attori. C’è il comune di Bologna, c’è ANSA, c’è l’Ausl con il programma integrato disabilità e salute, ci sono i ragazzi e ci siete voi di canista. Come vedi tu questa coprogettazione?

Ilaria Cuseo: Sicuramente come stai dicendo anche tu Marialba il punto di forza di questo progetto è stata proprio la centralità delle relazioni che siamo riusciti a mettere in campo, che abbiamo curato, che abbiamo alimentato tra tutte le realtà che sono appunto intervenute per che questa idea prendesse forma, prendesse sostanza. Questa sinergia tra queste realtà è stata sicuramente una chiave di successo. Ognuno è intervenuto con le proprie competenze, con le proprie professionalità, ognuno ha il proprio ruolo e quindi stiamo lavorando secondo me molto bene nel rispetto di tutte le professionalità che sono scese in campo appunto.

E poi sicuramente io credo che un altro punto di forza che è un elemento distintivo di questo progetto sia proprio il legame naturale che c’è tra CAMST e ANSA. Come sai alcuni dei nostri dipendenti o anche ex dipendenti sono vostri associati e questo è stato proprio un ponte naturale tra CAMST e voi.

Marialba Corona: Infatti è cominciata proprio così. La nostra associazione per portare avanti tutti i progetti per grandi e piccoli ha bisogno di raccolte fondi e noi tutti gli anni facciamo le raccolte natalizie e le raccolte pasquali e infatti proprio vendendo le uova di Pasqua nelle vostre mense che ci siamo conosciuti, ma soprattutto parlando di autismo nelle vostre mense. Quindi molti vostri dipendenti, molti dirigenti si sono avvicinati a questo problema e quindi abbiamo fatto anche riunioni assieme alla dottoressa Di Sarro dell’Ausl di Bologna inizialmente anche per vedere se c’erano possibilità di inserimenti lavorativi e poi in seguito parlando, parlando appunto è venuta questa idea del bar e abbiamo detto cominciamo così.

Ilaria Cuseo: La cosa nasce cosa quindi eccoci qua oggi.

Marialba Corona: Eccoci qui al Bassotto il primo bar della neurodiversità nato in Italia.

Ilaria Cuseo: Chissà quindi che il Bassotto oltre ad essere stato il primo self-service in Italia non faccia anche da apripista per esperienze analoghe a queste da parte di altre realtà come la nostra.

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