Salute e sicurezza del cliente

A dialogo: Carlotta Pinghini, Direttore Gare e Amministrazione Commerciale Ristorazione Camst group e Myriam Finocchiaro, Communication & Sustainabilty Manager Granarolo S.p.A.

Tracciabilità

Parliamo di sostenibilità e di cura del cliente, in un percorso di collaborazione e coprogettazione che mette al centro la sicurezza e la salute della persona, attraverso strumenti di controllo e di certificazione del prodotto finale, di conoscenza e consapevolezza della filiera.

Carlotta Pinghini: Allora Myriam, da cosa partiamo? Vogliamo parlare un po’ di come vedi la sostenibilità per le aziende di ristorazione, di food come la tua.

Myriam Finocchiaro: Lavorare congiuntamente con obiettivi comuni è l’unico modo per riuscire ad arrivare veramente a cambiare qualcosa. Penso che questo sia importante partendo dal campo, passando per la stalla, per l’industria, per arrivare sulle tavole poi di tante persone che chiedono un cibo sano e un cibo giusto, un cibo rispettoso per la sostenibilità.

Carlotta Pinghini: Quello che un po’ dobbiamo cercare di fare è di creare una consapevolezza adesso per poi creare le basi per un futuro più sostenibile. Cosa fate voi in Granarolo per cercare di creare questa coprogettazione?

Myriam Finocchiaro: Allora lavoriamo innanzitutto con i nostri allevatori, che sono l’elemento cardine intorno al quale ruotiamo. Abbiamo una matrice cooperativa, sono 503 allevatori in 11 regioni italiane, quindi un numero piuttosto importante, e conferiscono il latte ai 15 stabilimenti del gruppo che abbiamo in Italia. Noi diciamo sempre che lavoriamo un latte di prossimità e questo fa un po’ la differenza anche in termini di sostenibilità, perché il latte è un alimento vivo, è un alimento che ha bisogno di cura, sia nella fase di produzione, sia nella fase di trasporto, sia nella fase di lavorazione.

Carlotta Pinghini: C’è anche un concetto di aiuto proprio ai bisogni finali della nostra utenza, quindi creare in loro la consapevolezza che hanno necessità di una dieta particolare, che però soddisfi anche, per esempio, dei bisogni di salute, in questo senso, quindi un po’ anche inclusione alimentare. Noi, per esempio, in Camst, siamo molto affezionati ai nostri progetti di educazione alimentare, che ci permettono di creare una co-progettazione con i nostri partner commerciali, in particolare nel nostro caso l’utente finale sono i bambini, le scuole, quindi c’è un rapporto di collaborazione con gli insegnanti, le famiglie, in cui creiamo un rapporto di partnership con i nostri nutrizionisti, dietisti, non solo appunto per proporgli una dieta di un certo tipo, ma anche per renderli consapevoli, per esempio, della stagionalità dei prodotti, di modo che in un futuro sanno che le azioni che intraprendono adesso, il fatto di mangiare determinati prodotti in un momento dell’anno e non in un altro, li facciamo proprio toccare con mano e crei le basi per quello che speriamo tutti sia poi un futuro più sostenibile.

Myriam Finocchiaro: Dare consapevolezza anche ai consumatori finali, siano essi bambini o adulti, di quello che sta dietro un prodotto è fondamentale, quello che sta dietro in termini di fatica, di qualità, di ricerca della qualità, di benessere, nel nostro caso degli animali, è qualcosa di fondamentale. Ovviamente le certificazioni sono anche un modo importante per riuscire a confermare al consumatore queste informazioni e dobbiamo cercare insieme delle modalità anche nuove per comunicarle.

Carlotta Pinghini: Anche perché parte un po’ tutto dall’ascolto del cliente, quindi il fatto di avere dei loro feedback ci aiutano di più da questo punto di vista. Penso che è molto importante partire da quello perché un bisogno, dietro c’è sempre. Per esempio, noi utilizziamo un software che si chiama DB Tender, che proprio dialoga col cliente e ci aiuta tramite i feedback che provengono da loro per gestirle meglio le materie prime, perché per noi quello è un problema tutti i giorni a cui dobbiamo dare davvero tanta attenzione e credo che sul futuro questo sia davvero una delle cose più importanti da tenere presente.

Myriam Finocchiaro: Sono d’accordissimo, della prossimità facciamo entrambi un aspetto fondante. La prossimità vuol dire garantire anche tempi di lavorazione molto veloci, in 24 ore il latte arriva sulla tavola di consumatori, bambini o adulti che siano. È un modo per valorizzare anche i territori nei quali ci troviamo, nel nostro caso anche dal punto di vista agricolo. Presidiare un territorio da un punto di vista agricolo vuol dire garantire anche la continuità, il miglioramento del territorio stesso, la cura del territorio.

Carlotta Pinghini: Per il futuro credo che la cosa più importante sia continuare come abbiamo fatto fino adesso a lavorare insieme, ma anche a co-progettare proprio un futuro insieme, scambiarci quindi risorse, ma anche strumenti, pratiche, consigli per esempio, per rendere quello che stiamo facendo adesso una base solida per un futuro sostenibile.

Myriam Finocchiaro: La storia di Camst e di Granarola è una storia di lunga data, ci uniscono valori, ci unisce anche la volontà oggi di rispondere in maniera più efficace a bisogni che i consumatori segnalano, ogni giorno di più fra l’altro. Credo che la possibilità di intervenire anche per co-progettare insieme dei prodotti sia un modo efficace per essere sulla tavola dei nostri consumatori, coprogettare con un occhio da una parte al gusto, perché quello è rinunciabile, e dall’altra parte alla sostenibilità, perché oggi è un impegno doveroso nei confronti dei nostri consumatori, piccoli o grandi.

Carlotta Pinghini: Ti aspetto per un pranzo sostenibile.

Myriam Finocchiaro: Assolutamente, ci sarò.

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