Valore e tutela delle persone

A dialogo: Paola Macchioni, Direttore sviluppo risorse umane Camst group e Linda Serra, CEO di WWW Work Wide Women.

Inclusione e pari opportunità

Parliamo di parità di genere, di empowerment femminile, di inclusione e di valorizzazione dei talenti dentro le aziende abbattendo barriere e limiti, grazie a un impegno concreto per costruire e condividere percorsi sempre più sostenibili a tutela delle persone.

Paola Macchioni:

Ciao Linda, è un piacere vederti. Cosa abbiamo fatto? Cosa ha fatto questa azienda insieme a te?

Linda Serra:

L’azienda che rappresenti ha aiutato la mia azienda, perché la mia azienda nasce dieci anni fa ed è grazie ad aziende come Camst e altre aziende che siamo riuscite ad andare avanti e a costruire dei progetti. Work Wide Women è nata proprio con il pillar della parità di genere e empowerment femminile.

Paola Macchioni:

Infatti, mi ricordo, ne abbiamo parlato sulla leadership al femminile, la nostra volontà di riuscire a portare una percentuale femminile che non fosse solo nella nostra parte operativa, l’85% sono donne, ma anche in ruoli diversi, manageriali, di responsabilità, di leadership, per il nostro vantaggio di essere donne. Poi tieni conto di quante cose ha fatto Camst negli ultimi dieci anni. Fai conto che fino a tre anni fa c’era una sola donna dirigente, ora siamo in tre, e questa nuova prospettiva di avere donne che aiutano un ragionamento diverso, un approccio diverso anche al mondo del lavoro, è un cambiamento che noi stiamo portando avanti tuttora.

Linda Serra:

La sfida, secondo me, Paola, adesso, è parlare di generazioni. Siamo in un momento storico in cui le generazioni, la differenza generazionale è veramente all’apice, perché l’età media in Italia è di 47 anni. Però abbiamo bisogno di avere nuove generazioni in azienda, valorizzare quelle che già ci sono, quindi il patrimonio aziendale. Pertanto, secondo me, la nuova sfida è quella di iniziare, abbiamo iniziato insieme col gender, come noi del resto di Work With Women, poi adesso generazioni è uno dei driver, no? Secondo me che ci aiuteranno è proprio quello di linguaggio. Il linguaggio costruisce mondi, costruisce realtà e aiuta le persone poi ad adeguarsi ad un mindset inclusivo.

Paola Macchioni:

Usare la seniority, la competenza, le capacità, ma poi lasciare il palco ai giovani che riprendano dalla competenza delle persone più mature, ma sviluppino un linguaggio diverso. E trascinino una generazione diversa. Per questo l’obiettivo è lavorare insieme per cercare di portare questo risultato. Per spingere le persone, un po’ come me, che pensano che il mondo del lavoro sia l’unico mondo, a capire questi giovani che vedono il mondo del lavoro come un pezzo della loro vita. Perché per loro vivere la vita è la cosa più importante.

Linda Serra:

Quello che dico sempre io, no? Chi direbbe del baby boomer o del boomer a Steve Jobs, no? E quindi è sempre quella, no? L’attenzione che si deve avere, partendo dalle persone, quindi capire l’altra persona che abbiamo di fronte e soprattutto valorizzare. Valorizzare la diversità e quindi far fiorire poi il potenziale. Quello che poi ci aiuta in questo è lavorare con persone differenti e anche, soprattutto, di generazioni differenti, come dicevi tu.

Paola Macchioni:

Per fortuna la diversità ci porta a trovare un modo anche per cui le persone più mature possono diventare i mentor dei più giovani. Ma i giovani possono essere lo stimolo di energia per queste persone, per vedere una prospettiva diversa di sviluppo.

Linda Serra:

Un’altra sfida è quella proprio di formare i manager a saper gestire team intergenerazionali. Perché io, manager, devo sapere che a determinata persona posso comunicare in questo modo e a un’altra, invece, devo comunicare in un altro. Quindi gestire le diversità è una nuova skill, peraltro. Quindi saper gestire le diversità e quindi includere anche le persone non è soltanto qualcosa di appannaggio delle HR, delle direzioni del personale, ma di tutte le persone che lavorano con persone in azienda.

Paola Macchioni:

Scusa, ma aiutami un po’ a capire. Come possiamo migliorare e lavorare all’interno dell’azienda per cambiare il linguaggio, per imparare da una parte l’ascolto, ma dall’altra trovare un modo per condividere e per comunicare in maniera diversa?

Linda Serra:

Noi abbiamo mutuato il gioco.

Paola Macchioni:

Ah, elemento di condivisione.

Linda Serra:

Esatto, per coinvolgere le persone su argomenti che poi non è che sono sempre subito entusiasmanti. Noi, per esempio, parliamo, ci occupiamo di disabilità, ci occupiamo spesso di moleste, di disparità di genere e anche di discriminazione o molesbo-transfobia anche. Quindi il gioco ti aiuta veramente a superare quella barriera e ti rende veramente più predisposto all’apprendimento.

Paola Macchioni:

E l’inclusione.

Linda Serra:

Sì, esatto, e poi giocando, vivendo una situazione che in quel momento non stai veramente vivendo, la stai simulando, ti dà anche modo poi magari di riflettere quando ti trovi davanti a una situazione magari di discriminazione o di mancato rispetto per una persona, magari ti torna in mente questo è un feedback che ci è tornato spesso e pertanto rivivi quella situazione e sai anche magari come agire e quindi come affrontare la situazione stessa.

Paola Macchioni:

Quindi è un gaming dove sicuramente il tema della diversity è fondamentale, una diversity che si apre su tutti questi argomenti che sono da una parte il genere, ma l’età, ma la disabilità e quindi finalmente riusciamo a parlare di argomenti che quando trattiamo a livello legale sono le 6-8 mila, le 190 e invece fatti così fanno parte di noi e quindi impariamo ad includere le persone e ad avere un atteggiamento del tutto inclusivo. Io ti ringrazio, ti ringrazio del tempo che mi hai dedicato, ci vediamo presto, spesso ultimamente sì e chissà, sono convinta che nell’ultimo Tertial qualcosa insieme lo faremo e sicuramente con generazione a confronto. Grazie ancora.

Linda Serra:

Grazie a te. Ciao.

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