La Sprecometro Challenge: monitorare lo spreco nelle scuole

Un dialogo tra Serena Zucchet, Sales Account Camst group e Giulia Postal, Sustainability coordinator del Collegio del mondo Unito dell’Adriatico.

Spreco alimentare Sostenibilità Educazione Scuola

In questo episodio parliamo della Sprecometro Challenge allo United World College dell’Adriatico, il collegio internazionale che ospita studenti provenienti da 84 Paesi. Un progetto contro lo spreco alimentare che, attraverso l’app Sprecometro, coinvolge ragazze e ragazzi nella misurazione delle eccedenze alimentari, genera consapevolezza quotidiana e trasforma le scelte a tavola in un gesto concreto di solidarietà. Un modo innovativo e partecipato per rendere visibile l’impatto di ciascuno e costruire una cultura del consumo responsabile.

Serena Zucchet: È sempre davvero molto bello essere qui al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico.

Giulia Postal: Bentornata! Mettiamoci comode.

Serena Zucchet: Si, grazie per aver aderito al nostro progetto Sprecometro Challenge.

Io ogni volta che vengo qui sono sempre molto felice. La cosa che mi piace di più è il fatto che, pur essendoci tantissimi ragazzi e ragazze da tutto il mondo, quindi con background differenti, culture diverse e personalità diverse, siano comunque tutti accomunati dalla volontà di fare la differenza e di generare un impatto positivo.

Giulia Postal: Direi che hai riassunto bene la realtà del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico.

Quest’anno abbiamo 183 ragazzi da 84 paesi diversi, quindi è molto internazionale.

Per noi l’educazione è una forza che unisce i popoli e le culture per la pace e la sostenibilità. Per loro le tematiche sociali e ambientali sono particolarmente importanti e soprattutto hanno veramente voglia di portare un cambiamento.

Lo Sprecometro è un’app che è stata pensata per le mense scolastiche. Come avete pensato di adattarla al nostro contesto?

Serena Zucchet: La vera differenza sta proprio nell’aver aggiunto la caratteristica della Challenge, quindi della sfida, proprio per rendere l’attività, la rilevazione più dinamica e forse anche un po’ più coinvolgente.

Tu i ragazzi e le ragazze li conosci molto bene, ci parli ogni giorno, le ascolto ogni giorno e ti volevo chiedere quindi come pensi che impatterà un progetto di questo tipo sulle loro abitudini, ma anche sul collegio in generale.

Giulia Postal: Mi aspetto che i ragazzi prendano veramente la leadership di questa iniziativa nelle loro mani, che siano loro i veri protagonisti del cambiamento, stimolando non solo i coetanei, ma anche tutti gli adulti. Ma nel concreto, Serena, come funzionerà questo Sprecometro Challenge?

Serena Zucchet: Allora, il suo utilizzo è molto semplice. Nella prima fase di attivazione del progetto ci sarà un referente del collegio, supportato da un gruppo di ragazzi e ragazze che effettueranno insieme la rilevazione per una settimana degli sprechi alimentari nella mensa. Quindi ci sarà una rilevazione visiva di quelli che sono gli sprechi sui vassoi, verrà inserito il dato all’interno dell’applicazione, l’applicazione automaticamente poi in tempo reale rileva e ri-elabora questi dati per poi alla fine della settimana dare un risultato.

Nella seconda fase invece del progetto ci saranno le sette residenze che si sfideranno proprio perché, come dicevi tu prima, è importante avere il coinvolgimento diretto dei ragazzi. Al termine di questa rilevazione settimanale ci sarà anche una premiazione. Il premio sarà un premio simbolico e quindi sarà una donazione di cibo ad un ente benefico del territorio a scelta dei ragazzi, a scelta del collegio e quindi qui secondo me sta un altro punto molto forte del progetto, cioè creare un impatto positivo non solo all’interno della comunità del collegio ma anche all’esterno.

Ma parliamo un attimo dei ragazzi e delle ragazze. Li vedi entusiasti di questo progetto? Sono carichi?

Giulia Postal: I ragazzi sono molto gasati, non vedono l’ora di iniziare e abbiamo parlato a lungo su come impostare un progetto del genere in una realtà con adolescenti. Vogliamo che sia chiaro che stiamo monitorando spreco di cibo in un framework strettamente di sostenibilità e quindi non voglio che nessuno si senta giudicato, rimproverato e sono semplicemente molto curiosi, anche lo staff è molto curioso. Vogliamo iniziare, vogliamo vedere come va e sì, siamo pronti.

Serena Zucchet: Guardando un attimo indietro all’inizio del percorso, secondo te quando è stato il momento che ha fatto accendere la scintilla su questo progetto?

Giulia Postal: Per me la scintilla è venuta quando ho scoperto che il gruppo Camst ha un ufficio intero dedicato alla sostenibilità e soprattutto mi è fatto molto piacere sapere che c’è un’altra realtà che come il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico ha a cuore la sostenibilità sia da un punto educativo e di sensibilizzazione ma anche di riuscire a proporre delle soluzioni che aiutino a cambiare la vita quotidiana in gesti concreti.

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