Impegnato in politica fin da giovanissimo, Matteo Biffoni è Sindaco di Prato dal 2014. Sotto la sua amministrazione la città toscana ha sempre cercato di anticipare le trasformazioni economiche e sociali del paese. In quest’ottica è nato il progetto per la riduzione delle plastiche monouso nelle scuole del Comune, che Biffoni racconta in questo podcast. Una vera e propria chiamata alle armi, all’insegna della responsabilizzazione di tutti – istituzioni, famiglie, gestore della ristorazione – nella lotta contro l’inquinamento del pianeta.
Massimiliano Colletti:
Può sembrare un paradosso, ma alle volte alla soluzione di problemi enormi come l’impatto ambientale dell’uomo sulla terra, lo smaltimento dei rifiuti o l’inquinamento, si può contribuire con idee semplici che, pur guardando al futuro, vanno a pescare nei nostri comportamenti del passato.
Voiceover:
Voiceover, storie, buone pratiche, sostenibilità. Un podcast di Camst group prodotto da Melting POD.
Massimiliano Colletti:
Io sono Massimiliano Colletti e oggi parleremo di come il Comune di Prato ha migliorato notevolmente l’impatto delle mense delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie, semplicemente eliminando il monouso.
Matteo Biffoni:
L’idea della consapevolezza al gusto, l’idea di fornire pasti equilibrati ai bambini, l’idea di fargli provare gusti e sapori nuovi, l’idea dell’utilizzo dell’acqua del sindaco, dell’acqua del rubinetto, l’idea appunto dell’utilizzo delle posate non di plastica ma quelle portate a casa e dei piatti lo stesso, sono tutta una serie di presidi culturali che noi vorremmo consegnare ai
bambini.
Massimiliano Colletti:
Chi parla è Matteo Biffoni, avvocato e sindaco di Prato dal 2014. Il comune ha scelto sin dagli anni 80 di non adottare piatti e posate monouso, una scelta che dal 2015 in poi ha assunto un significato nuovo.
Matteo Biffoni:
Il progetto nel comune di Prato nasce alla fine degli anni 80, è una storia antica che riguarda l’utilizzo delle posate portate a casa da parte dei bambini. Nacque un po’ per motivi di praticità, un po’ per risparmio economico una vera e propria valenza di carattere culturale
poi gli è stata assegnata diciamo così dal 2015 all’esodo di Expo sostanzialmente dove fu presentata e firmata la carta contro lo spreco alimentare in cui appunto venivano previste una serie di azioni collaterali rispetto a quelle dello spreco alimentare stesso e c’è diciamo questo ovviamente portava anche la possibilità di ridurre al massimo l’utilizzo della plastica monouso e quindi dell’inquinamento che questo comporta. Perciò noi venendo da una tradizione antica che ormai era acquisita dalle famiglie e dagli alunni stessi abbiamo potuto permettere di dare anche a questa esperienza una valenza prettamente diciamo culturale, chiamiamola così, di tutela contro lo spreco alimentare inteso come produzione di rifiuti delle mense scolastiche.
Massimiliano Colletti:
Un piccolo gesto che però se compiuto quotidianamente da ciascun bambino e ciascuna bambina in ogni scuola può avere degli effetti importanti.
Matteo Biffoni:
Tenete presente che facciamo circa, sostanzialmente sono un’ottantina di plessi scolastici, oltre 10.000 pasti al giorno. Pensate a quanti kit monouso vengono risparmiati quotidianamente, settimanalmente, mensilmente e per ogni anno scolastico. E questo diciamo è stata una valenza e noi abbiamo provato a dargli parlando con le famiglie che fin dall’inizio dell’anno gli viene comunicato di organizzare il cosiddetto “kit mensa personale”, dove i bambini devono essere dotati di piatti di plastica e delle posate normali che usano a casa. Sia alle famiglie, sia alle scuole dell’infanzia che alle scuole primarie questa comunicazione diventa immediata, appena i ragazzi iniziano il primo anno di scuola. Da lì poi diventano abitudini.
Massimiliano Colletti:
Tutto chiaro, ma nella pratica come si svolge la routine dei bambini e delle bambine?
Matteo Biffoni:
Percorrere un sacchettino appoggio dove loro mettono piatto fondo, piatto piano e le posate e il bicchiere di plastica ovviamente e a quel punto niente, quando arrivano a mensa prendono questo sacchettino, lo portano con sé dentro la mensa, apparecchiano e niente, poi ovviamente viene servito il cibo dalle sporzionatrici della mensa, lo si riportano tutto a casa e il giorno dopo.
Massimiliano Colletti:
E le famiglie? Le famiglie dei bambini hanno tutti reagito bene a questa scelta?
Matteo Biffoni:
Cioè all’inizio mi hanno raccontato che c’è stato qualche famiglia che ha sostenuto perché non passiamo anche noi come fanno dalle altre parti al kit monouso che scatole devo pulire devo lavare però adesso diciamo è una questione assolutamente superata sorpassata non credo che ci sia più nessuna famiglia della città di Prato che possa mettere in discussione questo tipo di attività e quindi non ci sono più nessun tipo di problema da questo punto di vista è semplicemente un’abitudine consolidata la scelta di far portare posate e piatti da casa è inserita in un contesto più ampio un ecosistema di cultura alimentare a 360 gradi
Da questo punto di vista ci abbiamo costruito soprattutto a partire da Expo un lavoro vero contro lo spreco alimentare, per esempio tutti i bambini hanno l’acqua del sindaco, quindi sono caraffe di plastica fornite dalla nostra azienda, la società idrica del comune che fornisce caraffe che vengono riempite dai bambini all’inizio del pasto e ovviamente l’acqua è quella non comprata. C’è un lavoro per quello che la legge consente di riutilizzo, recupero del cibo non sproporzionato funzionato no?
Ovviamente lo sporzionato nei piatti sapete che purtroppo deve essere gettato per normativa di legge ma invece quello che resta ci sono delle sperimentazioni pilote da questo punto di vista che vengono che vengono appunto riutilizzate per quello che è possibile. C’è una cultura di chilometro zero quindi utilizzo di ovviamente insieme al a
soggetto Camst che ci gestisce con noi le mensi risorse del territorio, prodotti del territorio il più vicino possibile. Stiamo facendo un lavoro nel corso del tempo anche di raffinare più possibile e andare incontro ai gusti dei bambini pur mantenendo ovviamente una rigorosa ricostruzione dal punto di vista delle capacità nutrizionali del pasto, proteine, carboidrati, grassi eccetera, però cercare di far avanzare meno cibo possibile andando incontro anche a quelli che sono i gusti e l’educazione al giusto, la consapevolezza dei bambini. Insomma, ci stiamo provando a costruire sopra tante storie della mensa, ovviamente dando anche loro la possibilità, loro i bambini intendo, la possibilità di sperimentare magari cibi che a casa forse sentono meno, hanno meno opportunità di mangiare, però diciamo mantenendo questo tipo rigoroso di approccio. Qui c’è un lavoro dentro le mense e parte appunto dall’utilizzo delle posate proprie, ma poi si estende a tante altre questioni.
Massimiliano Colletti:
Bene, questa puntata finisce qui. Da Massimiliano Colletti è tutto. Ciao!
Voiceover:
Avete ascoltato: Voiceover. Storie,buone pratiche, sostenibilità. Un podcast di Camst Group prodotto da Melting POD.