Da più di dieci anni amministratore delegato di Cribis, società del Gruppo Crif, Marco Preti si occupa di business development per il mercato nazionale ed estero. In questa testimonianza spiega come lo sviluppo delle aziende – oggi impossibile senza una strategia integrata di sostenibilità – sia possibile solo allargando lo sguardo all’intera catena dei fornitori.
Massimiliano Colletti:
Prendete un bicchiere d’acqua cristallina limpida perfetta ecco ora gettateci dentro una goccia una piccola goccia d’inchiostro nero. Fatto? Benissimo ora quell’acqua non è più limpida.
Voice over:
Voiceover. Storie, buone pratiche, sostenibilità. Un podcast di Camst group prodotto da Melting POD.
Massimiliano Colletti:
Io sono Massimiliano Colletti e oggi vi racconterò il perché se è vero che è importante monitorare la sostenibilità della propria azienda è altrettanto importante farlo per tutta la catena dei propri fornitori per non macchiare tutto il lavoro fatto.
Marco Preti:
Oggi avere un fornitore che non si comporta correttamente è un danno anche per me in presa, perché io ne ho sicuramente uno svantaggio sicuramente si dirà che quello è un mio fornitore e quindi vengo un po’ attratto nel comportamento sbagliato che questo soggetto può avere in Italia o in altri paesi.
Massimiliano Colletti:
Chi parla è Marco Preti, amministratore delegato di CRIF, azienda specializzata in informazioni creditizie.
Marco Preti:
CRIF è una multinazionale con sede a Bologna perché siamo nati qui circa un po’ più di 30 anni fa, adesso siamo presenti in 40 paesi nel mondo, 4 continenti, lavoriamo sulle informazioni, noi gestiamo informazioni per conto dei nostri clienti sia che servano per la valutazione del credito, del merito creditizio, sia che servono per cercare nuovi clienti a loro volta. E l’ultimo servizio, gli ultimi servizi, l’ultima gamma di servizi nati è quella relativa alla sostenibilità.
Massimiliano Colletti:
Probabilmente avrete sentito parlare dell’acronimo ESG, che letteralmente sta per Environmental, Social and Governance, ovvero tre criteri di misurazione del proprio impatto a livello ambientale, sociale e di organizzazione aziendale. E allora perché è importante monitorare tutti questi parametri?
Marco Preti:
Il tema di perché è importante misurare il punto di partenza ESG è perché sulla sostenibilità nessuno può dirsi arrivato, nessuno può dirsi a posto secondo le regole o come si fa con tanti altri aspetti aziendali di conformarsi a normative e arrivare a un livello di ho fatto tutto quello che dovevo adesso sono in regola. La sostenibilità è un percorso, cioè tutte le imprese sono in un percorso di sempre maggior sostenibilità. La misurazione è fondamentale perché se non so da dove parto, non so dove inizia il mio percorso e soprattutto dove potrebbe finire. Quindi questo è importante farlo in termini di misurazione in assoluto.
Massimiliano Colletti:
Per fare una valutazione delle aziende in base ai criteri ESG, CRIF ha lanciato una piattaforma digitale con l’obiettivo di creare uno standard internazionale di misurazione.
Marco Preti:
È una piattaforma digitale che si chiama Synergy perché siamo molto convinti che in un momento in cui il ragionamento sulla sostenibilità relativa alle imprese sta partendo, perché non esistono norme, non esistono regole a cui far riferimento, sia molto molto molto importante trovare una misura di partenza del livello di ESG di ogni singola impresa e noi facendolo di mestiere, essendo un soggetto terzo deputato a fare questo e riconosciuto come soggetto che può fare questo tipo di valutazioni abbiamo questa specializzazione e siamo partiti con questo strumento nuovo. Serve proprio per minimizzare le difficoltà. È qualcosa di rivolto a tutti i tipi di imprese, piccoli o grandi che siano. L’abbiamo pensato proprio per rendere facile e sostenibile anche la compilazione di questo questionario di sostenibilità. Abbiamo pensato questo questionario in tutti i paesi in cui lo stiamo localizzando. Stiamo partendo questo progetto in 20 paesi diversi nel mondo, quindi sta diventando un progetto globale che parte da Bologna, che parte da CRIF e che per il momento non ha altri competitor e quindi siamo anche molto orgogliosi di quello che stiamo facendo anche se è molto faticoso e comporta investimenti molto importanti, è un questionario che si rivolge davvero a tutti e dovrebbe rendere facile misurare fare
benchmark, capire le distanze anche fra i miei fornitori e soprattutto dare al fornitore stesso, all’azienda stessa tutti quegli elementi utili a capire che cosa può essere fatto per migliorare lo score ESG. Pensiamo che la sostenibilità non debba essere un costo, debba essere un’opportunità e avere molti standard, molte richieste diverse da ciascun mio cliente
invece diventi un costo perché alla fine devo rispondere le stesse domande, rifare le stesse cose su formati leggermente diversi “n” volte. Pensiamo che se riusciamo a semplificare o ad avere tutti uno stesso strumento accettabile si misura meglio e soprattutto si fa tutti riferimento a un unico modello, a un unico numero e questo potrebbe veramente aiutare la diffusione di questa cultura e di questa modalità di approcciare i temi della
sostenibilità nelle imprese.
Massimiliano Colletti:
Ma un’azienda non vive isolata dal contesto in cui opera, qual è il rischio di avere dei fornitori o una supply chain non altrettanto virtuosa?
Marco Preti:
Se io ho una supply chain, quindi dei miei fornitori, ho tutto l’interesse come azienda a
sapere come loro si comportano in termini di sostenibilità, perché oggi le imprese stanno investendo moltissimo sulla sostenibilità e soprattutto sulla comunicazione di quanto stanno facendo sulla sostenibilità. Se uno dei fornitori dovesse mai comportarsi in maniera totalmente difforme, ci sarebbe un impatto reputazionale. cioè è chiaro che io mi devo far carico come impresa di quello che fanno i miei fornitori perché molto spesso la supply chain, questo è chiarissimo dal punto di vista ambientale, potrebbe avere un impatto molto più alto di quello che ho io, che magari posso fare la mia attività d’impresa in un ufficio super tecnologico alimentato dal sole dal vento con contratti perfetti perché siamo solo in venti e dietro c’è una supply chain invece che può fare disastri sotto tutti i punti di vista. Non devo guardare solo a quello che io faccio come impresa ma come lo faccio. I miei fornitori sono una parte del mio processo produttivo. Non posso far finta di non sapere.
Massimiliano Colletti:
L’orizzonte è dunque quello di un processo virtuoso a catena dove le aziende più grandi con le proprie scelte influenzano quelle più piccole che a loro volta faranno lo stesso e così via.
Marco Preti:
Come cittadino, come persona, creerà quella sensazione di, ma se io voglio continuare a fornire il mio cliente, debbo stare attento ad alcuni elementi di sostenibilità, ma a questo punto io a mia volta oltre ad essere fornitore ho anche una catena di fornitura e devo fare in modo che anche loro siano attenti perché altrimenti io non potrò dire di essere completamente a posto. Se questo concetto se vogliamo a rete si diffonde allora davvero avremo fatto qualche cosa che in termini di sostenibilità complessiva avrà un impatto importantissimo e la cosa che posso dire è che veramente sono tantissime le imprese che ci
stanno pensando, non è qualcosa che arriverà fra chissà quanto tempo, sta succedendo e penso che sia un messaggio positivo, di solito si guardano le imprese come coloro che sono più attente alla generazione dei ricavi o dei margini e non attente invece a come lo fanno, non è più così. C’è un’attenzione veramente mutata rispetto al percorso che viene fatto ma tutto nasce da: io consumatore voglio comprare da chi ha un atteggiamento corretto nei confronti della sostenibilità.
Massimiliano Colletti:
Per noi è arrivato il momento dei saluti da Massimiliano Colletti è tutto alla prossima puntata.
Voiceover:
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